QUESTA ZEBRA NON E' UN ASINO

Il libro da cui è tratto questo incontro/spettacolo narra di una forte amicizia tra un bambino ed un adulto. L’incontro sarà un pretesto per parlare di infanzia negata attraverso un gioco, che coinvolgerà direttamente gli spettatori e che cercherà di presentare in modo leggere la Convenzione dei diritti dell’Infanzia.  Questa zebra non è un asino è anche il titolo di un libro edito da Salani.

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IL DUBBIO

Molti di noi si saranno chiesti, almeno una volta nella vita, da dove saltano fuori tutti quei segni che, oltre alle lettere, ci aiutano a scrivere ed a leggere, cioè la punteggiatura?

Quale misteriosa mente ha potuto escogitare un mondo così perfetto e allo stresso tempo così strambo? Chi ha potuto inventare un segno così particolare come l’asterisco, o il punto interrogativo? Seguendo l’insegnamento di Gianni Rodari cercheremo di scoprirlo, giocando e divertendoci con le parole, perché si sa: senza gioia le parole hanno i piedi di piombo.

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NASI ROSSI

Sana ha dieci anni e vive sulla Striscia di Gaza. Alle pagine del suo diario affida i suoi sogni più grandi: andare a scuola come gli altri bambini, giocare in un cortile senza macerie e abitare in un mondo diverso, privo di guerra. Un mondo ‘dalla bellezza radiante’, proprio come il significato del suo nome. Un giorno però accade un evento inaspettato e il destino di Sana si intreccia con quello di Peter, un clown che arriva da lontano e le regala un naso rosso. Indossandolo per la prima volta Sana scopre che in quella piccola maschera c’è qualcosa di potente, che esiste una forza segreta anche nell’amicizia, nella felicità. Che in mezzo alle difficoltà più grandi un gesto insignificante può diventare un messaggio di libertà, che un sogno vale tanto quanto una rivoluzione. Ma basta davvero un naso rosso per portare la pace? Sana non lo sa, ma crede che basti per trasformare la paura in coraggio, la tristezza in speranza.

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